Martelli Circospetti

DI NUOVO NEL DRAKWALD

Hanna assiste l’uomo trovato nelle stalle, che le chiede di portarle alcune erbe e delle lumache: ne ricava una poltiglia che mescola alla pioggia, intonando una cantilena; ignora le domande della donna, e ingurgitato il miscuglio, blatera cose senza senso in merito al pericolo che può correre in città.

Il gruppo, stremato, raggiunge la città a mezzogiorno: scaricata la cassa sospetta e il vagabondo (che ha un aspetto migliore, nonostante sia sprofondato in un sonno comatoso), si reca al tempio per consegnare il brandy, dove viene accolto da Felix, raggiante per la nomina ad iniziato del culto della dea guerriera. Il clero di Myrmidia sembra essere soddisfatto del lavoro.

Non si perde tempo: l’equipaggiamento rovinato viene rimpiazzato, mentre Maglyn e Wolfgang raccolgono informazioni sulla banda che li ha derubati di una cassa di brandy. Bruno lavora per Stallart, un membro si una importante banda criminale, che gestisce la taverna Il Ratto Affogato, non lontano da dove sono stati alloggiati gli avventurieri. Il malavitoso raccoglie tutti i criminali coscritti nell’esercito che disertano, organizzandoli per farli rientrare in città con discrezione, dato che rischiano la vita per diserzione.

La cassa sospetta contiene una bottiglia di brandy contrassegnata dal simbolo di due lingue biforcute. Hanna accompagna Markus al Collegium Theologica, volendo cercare in segreto informazioni sullo strano tipo che hanno salvato e sulla mistura che ha assunto, mentre il mago indaga sullo strano simbolo.
Hanna scopre che appartiene ad un gruppo di guaritori che seguonono gli antichi insegnamenti, risalenti ad un periodo anteriore alla formazione dell’impero, ma il mistero rimane fitto.
Non per Markus, che scopre che il simbolo è associato all’Amphisbaema, un serpente con due teste, originario di Lustria, il cui veleno può essere utilizzato sulle armi o moschiato con altri, per essere poi mischiato a cibi o bevande.

La brutta notizia è che il brandy non si riesce a vendere. Maglyn capisce che il confessare l’appartenenza al clero di Myrmidia da parte di Tiberius a Bruno, li ha facilmente resi noti. Nell’ambiente si è venuto a sapere della loro collaborazione con Schultzman,e nessuno è disposto a trattare con loro.
Anche il clero di Myrmidia viene associato alla guardia cittadina e trova difficoltà nel piazzare il liquore.

Il misterioso guaritore, lasciato insieme alla gente di Untergard, sparisce. Markus riceve una convocazione dal Collegio di Magia: avendo completato la sua formazione di apprendista, si vede riconosciuto il diritto ad avanzare al livello di Mago Errante, il che lo costringerà a rimanere presso il Collegio per qualche giorno.

Schultzman fa da tramite per l’assegnazione di una missione da parte del clero di Ulric: Padre Odo, un prete cieco, ha avuto delle visioni riguardanti una reliquia del Caos che giace nei pressi di Middenheim, e che potrebbe cadere nelle mani sbagliate se non recuperata prontamente.

Il gruppo parte, Padre Odo racconta dei sogni, nei quali vede una radura con un grande obelisco e un mare di teschi e ossa alla sua base. Un cavaliere con un’armatura nera recante il simbolo di Khorne indossa un teschio, inciso di rune, che gli parla, guidandolo nel posto dove giace.
I primi due giorni trascorrono senza incidenti, se non si contano i sonni agitati del prete di Ulric.

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A metà mattina del terzo giorno il gruppo raggiunge la radura vista nei sogni di Padre Odo: al centro della concavità si innalza una collinetta, nella quale è piantato un obelisco di pietra alto circa otto metri e sormontato dalle corna di un uomobestia. Ai piedi della collina una marea bianca di teschi e ossa testimoniano il sangue versato in onore di Khorne.
Wolfgang e Felix avanzano per esplorare la zona e scorgono un minotauro che sembra fare la guardia. Tornati indietro riferiscono, in modo da potere organizzare una strategia di attacco.

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Sul bordo della radura i viaggiatori non fanno in tempo a raccapezzarsi che il mostro si accorge della presenza di estranei e si dirige a controllare. Felix sfodera la fionda e si fa vedere, Hanna si arrampica su un albero in cerca di una buona postazione di tiro, gli altri si nascondono nei cespugli, pronti a sorprendere l’avversario.

Il minotauro trotterella e, alla vista di Felix, suona il corno che porta al fianco e parte alla carica con furia.
La vista di quella massa di mostruosi muscoli paralizza Hanna, Wolfgang e Mayglin, che restano di sasso, incapaci di muoversi o di pensare. Felix, infervorato dalla fede, scaglia pietre come una furia, Tiberius centra in testa il mostro, che manca l’iniziato di Myrmidia.
Padre Odo benedice Wolfgang, sbloccandolo dal terrore, poi si ritira dal clamore dello scontro, verso Mayglin.

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La gigantesca ascia del mostro impatta contro lo scudo di Felix, che, piantati i piedi in terra, resiste all’urto.
Maglyn viene rinvigorita dalla preghiera del prete, che però non riesce a raggiungere Hanna, su un ramo ad un paio di metri da terra, ancora paralizzata dalla vista oscena.
La bestia è circondata e furiosa, la strategia vincente, e l’ira di Myrmidia pronta a cadere sull’abominio per mano di Felix, che con un urlo liberatorio la decapita.

La pietra è incisa di simboli e rune oscure, e l’ingresso a quella che sembra essere la tomba di un campione del Caos giace sepolta sotto la marea di ossa raccolte in quel nefasto luogo. Occorrono diversi minuti per liberarla, e altrettanti per smuovere la lastra di pietra che la chiude.
L’interno appare buio e minaccioso: la luce di lanterne e torce sembra venire inghiottita dall’ombra e dal silenzio.

Dopo la prima svolta Felix fa scattare una trappola: lance acuminate scattano dal muro, dilaniando il fianco dell’iniziato.
Gli avventurieri si fanno ancora più cauti e, dopo aver trovato il meccanismo per aprire un passaggio segreto, giungono ad una strana intersezione: due corridoi chiusi partono dai lati ed una stanza triangolare, contente una macabra fontana da cui quattro teschi vomitano sangue, si apre dinnanzi a loro.

Improvvisamente la fontana incomincia a ruotare, e due strane figure vaporose compaiono alle estremità dei corridoi, avanzando verso gli intrusi.
Il panico torna a farsi sentire, ma Padre Odo è pronto a intonare una preghiera che rinfranca gli animi.
Wolfgang si precipita verso la fontana, intuendo che la sua attivazione non preveda nulla di buono.

Le figure sembrano essere composte da un vapore acqueo, ma di color rubino: protendono tentacoli che eludono il tentativo di parata da parte di Tiberius e Felix.
La fontana acquista velocità, il sangue che sgorgava dai teschi incomincia ad essere spruzzato per aria: Wolfgang urla per il dolore quando ne viene investito, ma si scaglia ugualmente verso la colonna rotante; dietro di lui una pallida Hanna prova a dargli una mano.

Le figure traslucide cadono sotto i colpi degli avventurieri, e le fontana viene distrutta. Facendo attenzione ad evitare le pozze di sangue i personaggi esplorano la stanza, che non rivela al suo interno null’altro: non c’è nessuna reliquia e nessun’altra via da percorrere. Padre Odo mormora e obietta che il teschio è vicino, in quella tomba, da qualche parte, ma a rispondergli ci sono solo sguardi stanchi e smarriti davanti alle lisce pareti di pietra.

Comments

Bravo master, sempre ottimi resoconti

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