Martelli Circospetti

LA NONNA E IL DEMONE

La decisione di abbandonare Untergard per cercare rifugio a Middenheim è definitiva: Schiller sa di non poter più difendere il centro abitato, stante le poche risorse a disposizione. A malincuore la gente prepara i pochi bagagli e si appresta a partire all’alba del giorno dopo.

Il primo giorno di viaggio trascorre tranquillo. Verso sera la carovana raggiunge il bivio per Grimminaghen, e il silenzio cala sulla gente: le notizie hanno riportato della distruzione del borgo e della salvezza degli Sternhaur, rinchiusisi nel maniero di famiglia. Non viene inviato nessun esploratore a controllare la veridicità di tali informazioni.

Il tempo sereno e stabile rende il viaggio più leggero, e anche il secondo giorno trascorre senza incidenti. La sera, però, gli orfani, svegliatisi nel carro e notata l’assenza di nonna Moescher, si lamentano, scatenando l’allarme.

Shiller incarica i personaggi di ritrovare la donna, cosa che riesce facile grazie alla capacità di di seguire tracce della cacciatrice Anna: l’anziana donna viene ritrovata in una radura, con un fascio di erbe curative in mano.
Una pattuglia di elfi la tiene sotto tiro, convinti che si tratti di una strega. L’intervento di Tiberius e Felix chiariscono la situazione e salvano la nonna. Markus nota che le erbe raccolte potrebbero servire sì per gli impiastri curativi, ma sono utilizzate anche per diversi rituali magici.

A metà del giorno successivo gli esploratori riportano di alcuni carri riversi sulla strada in seguito ad un’imboscata. Schiller ferma la carovana e manda i personaggi ad indagare.
L’attacco ad alcune carovane di mercanti di Delberz è stato condotto da goblin: nessuno sembra essere sopravvissuto e il luogo è stato depredato di ogni bene, eccezion fatta per uno scudo, qualche quadrello di balestra e alcune frecce riutilizzabili.

Il luogo dell’incidente è al bivio per Fansdhorf, luogo natale di nonna Moescher, che si lascia scappare un’indiscrezione sulla sua infanzia e l’ingiusta condanna del padre da parte del Graf Sternhaur. Fatti due conti l’età di nonna Moescher risulterebbe superare il secolo, il che rende sospettosi i personaggi.

Padre Dietrich organizza l’inumazione delle vittime, ma la sfortuna vuole che cada in una trappola realizzata dai goblin: le ferite che riporta sono mortali, oltre le capacità curative di Tiberius e nonna Moescher. Il prete, poco proma di esalare l’ultimo respiro, consegna ai personaggi una reliquia di Sigmar, pregandoli di consegnarla ai sigmariti di Middenheim.

Il viaggio riprende, la morte di Dietrich ha portato sconforto negli animi dei viaggiatori.
A sera, una volta accampati, Wolfgang ruba la reliquia dallo zaino di Anna, che l’aveva presa in carico, e capisce che il valore dell’oggetto, per il culto di Sigmar, può essere molto elevato.

Durante il turno di guardia Anna scorge un corvo nero librarsi in volo dal carro di nonna Moescher, e pensando ad un cattivo presagio, prova, senza successo, a trafiggerlo con una freccia.
Da lì a poco gli orfani, piangendo, riveleranno per la seconda volta la scomparsa dell’anziana guaritrice.

I personaggi ripercorrono la strada a ritroso, fino al bivio per Fansdhorf e si infilano lungo il sentiero. Scoprono la donna intenta ad eseguire un qualche oscuro rito magico intorno ad un falò, le cui fiamme cambiano colore mano a mano che la donna cantilena la formula magica.
Cinque lupi le fanno da guardia, attaccando a vista i personaggi.

rituale.jpg

Markus riesce a svicolare dall’attacco delle fiere, correndo verso la nonna per interrompere l’incantesimo, ma arriva tardi: dalle fiamme si delinea una forma oscura, dotata di ali, che, spiccato un balzo, si perde nel cielo scuro.
Nonna Moescher è esausta e catatonica: acconsente di seguire i personaggi alla carovana e di assistere gli orfani. Rivela di avere evocato un demone per vendicare la morte del padre.

Il viaggio riprende ancora, ma nessuno del gruppo si fida più di nonna Moescher, la quale, chiusa in un triste silenzio, si occupa dei bambini, come promesso.
La mattina del secondo giorno dall’evocazione del demone viene ritrovata morta nel suo carro: un sorriso che sembra essere liberatorio le aleggia sul volti, in netto contrasto con la disperazione dei piccoli orfani, che non si danno pace.
Schiller scuote la testa, perplesso, ma ha altro a cui pensare: gli esploratori hanno avvistato la città del Lupo Bianco, Middenheim. Il viaggio sta per concludersi, la salvezza per la sua gente pare essere vicina.

Comments

simone_pignoli simone_pignoli

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.