Martelli Circospetti

IL BRANDY DI MYRMIDIA

Settembre porta pioggia al nord, le strade e i tetti di Middenheim si fanno lucidi, il pensiero corre all’inverno che verrà, che quest’anno sarà più duro che mai.
Passa una settimana in cui gli avventurieri si riprendono dalle ferite e dal pruriginoso fastidio contratto nelle fogne della città.

Hanna, introdotta al Collegium Theologica da Markus, ha la possibilità di mettere a frutto le conoscenze naturali sviluppate come cacciatrice: approfondisce la conoscenza delle erbe mediche grazie al Principia Herbologium e conosce la filosofia Gaelenica, acquisendo la professione di erborista.

Tiberius e Felix orbitano intorno al tempio di Myrmidia, riuscendo a conquistarsi la fiducia del clero. Kraft, il più anziano dei tre preti di presidio, confida agli avventurieri alcuni segreti, coinvolgendoli in una grottesca missione.
Il culto di Myrmidia, radicatosi nella tana del Lupo Bianco Ulric, ha difficoltà nel sostentarsi: le sporadiche donazioni elargite da alcuni nobili e generali si sono interrotte a causa della guerra. E proprio il conflitto ha svuotato le casse del tempio per armare i fratelli al seguito di Agnetha Westraub, Cavaliere del Circolo del Sole Accecante. Le maggiori entrate derivano dalla vendita di brandy della Bretonnia, contrabbandato dal Reikland o da Marienburg.

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L’ultima consegna, però, non è avvenuta; alcuni indizi indicano che il carico sia stato nascosto alla stazione delle corriere di Stepfeld, a circa un giorno di cammino dalla città, lungo la strada che conduce a Marienburg. La zona è stata attraversata dall’orda del Caos, e non si sa in che condizioni versi. Inoltre la faccenda richiede la massima discrezione, per evitare il discredito che ne deriverebbe per il culto se la complicità nel contrabbando venisse alla luce.

Un carretto ed un mulo sono forniti dal tempio per il recupero di cinque casse di brandy. Il mattino della partenza piove, così come sarà per il resto della giornata. A metà pomeriggio il gruppo giunge tra le rovine di Stepfeld: le poche strutture che costituivano questo borgo sono state rase al suolo, l’unico edificio ancora in piedi sembrano essere le stalle della stazione delle corriere. Ovunque sono sparsi corpi e cadaveri in avanzato stato di decomposizione.

Al piano superiore, negli alloggi dei servitori, il gruppo rinviene un uomo, ferito e febbricitante per le infezioni in corso, che, vaneggiando descrive l’arrivo dell’orda a Stepfeld. Durante l’esplorazione una parte di pavimento crolla, facendo precipitare Hanna di sotto; Wolfgang, con un balzo felino, evita la caduta. Maglyn scopre una spilla d’argento di fattura elfica tra le macerie, ma del brandy non c’è neanche l’ombra.

Al di fuori del perimetro della stazione, al limitare del bosco, il resto di una statua sembra vegliare una decina di tombe di fortuna: con orrore i personaggi si rendono conto che i cadaveri sono stati rianimati, ma una tomba sembra essere rimasta intatta.
Forse nasconde qualcosa?

Dal bosco provengono un ringhio e alcune voci. Un mastino carica sul gruppo, tra gli alberi quattro figure umane avanzano.
Alcune frecce sibilano alle spalle del gruppo, che viene accerchiato: si genera un corri corri generale per evadere dalla mossa a tenaglia.

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Maglyn prova a parlamentare, a prendere tempo, ma gli aggressori non si fermano; l’impressione è che siano interessati anche loro al brandy, o pensano che il gruppo sia dietro a qualcos’altro.
Il cane, ferito, fugge, così come uno degli arcieri; l’altro è a terra, con la pancia squarciata. Nonostante le perdite il resto dei briganti prosegue nell’attacco.

Lo scontro si interrompe: lo scrosciare della pioggia e l’ansimare dei combattenti sono gli unici suoni che si odono.
Volano insulti e poi domande. Il capo della banda, Bruno, si informa su chi siano e che cosa cerchino lì, e sgrana gli occhi alla risposta dei personaggi: brandy? Myrmidia? Il liquore contrabbandato non sembra essere l’oggetto delle sue attenzioni, ma approfitta della situazione e chiede una cassa in cambio della loro vita.
Tornano a volare insulti, e il combattimento riprende.

Bruno e i suoi sono forti, troppo forti: i dardi e gli incantesimi di sonno non fermano il capo brigante, che con un paio di abili colpi stordisce Wolfgang, che si arrende. Il resto del gruppo, a quel punto, non può far altro che cedere.

Sotto la pioggia e gli scherni dei tagliagole, i personaggi scavano il fango della tomba inviolata, fino a trovare il bottino. Bruno controlla la merce: sono sei casse, una in più di quanto previsto, ma una è contrassegnata con un simbolo segreto dei ladri che significa “piccolo”. La cosa sfugge al bandito, ma non a Maglyn.

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Bruno e la sua banda gozzovigliano e poi scompaiono nel bosco dal quale sono comparsi. Il gruppo rinuncia ad una cassa, ma si tiene quella speciale. Carica il carro, raccoglie il disperato morente trovato nelle stalle e, ormai scesa la notte, decide di intraprendere il viaggio di ritorno in città, lungo la strada ormai fangosa.

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