Martelli Circospetti

VERSO UNTERGARD

Il gruppo composto da Felix, Wolfgang, Hanna, Markus e Tiberius guada il fiume Egger grazie all’aiuto del Barone Von Zutzen, dopodiché si dirige, attraverso la foresta, verso nord ovest.
Il cammino è difficile, e le limitate provviste che si sono portate appresso terminano dopo la prima settimana. Nonostante la stagione non sia ancora rigida, il viaggio risulta essere difficoltoso: la paura di perdere la direzione e la fame diventano un’ossessione costante durante le tre settimane passate nel folto delle Foreste del Drakwald.

Finalmente, incrociato l’affluente del Delb lungo il quale sorge Untergard, i personaggi arrivano a destinazione: la parte occidentale della cittadina, sebbene sia danneggiata, è ancora in piedi, mentre della parte orientale non restano che rovine e macerie. Le sentinelle lanciano il loro avvertimento, interrogano il gruppo, lo valutano e poi, convinti anche dalla presenza di un iniziato di Myrmidia, permettono l’ingresso a Untergard, indirizzandoli verso la piazza centrale, dove Schiller, il capitano della guardia, sta per tenere un discorso.

I sopravvissuti all’attacco del condottiero del Caos Khazrak sono macilenti e sfiniti dalla battaglia che li ha visti vincitori; la popolazione intera lascia parecchi vuoti nell’ampia piazza, e il fruppo conta un’ottantina di persone, tra vecchi, bambini e donne.
Un uomo sulla cinquantina, con indosso un’armatura segnata da mille battaglie, sale su una cassetta sistemata a mo’ di pulpito e chiede la parola, zittendo la folla. Si tratta del capitano Schiller, che riporta i ringraziamenti del Graf Todbringer per l’impegno e la resistenza, nonché i rifornimenti (pane, vino e formaggio) a sostegno della popolazione di Untergard. Il capitano, afine discorso, solleva una bottiglia di vino, raccogliendo le incitazioni e l’applauso dei concittadini.

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Un colpo di arma da fuoco interrompe la festa, la bottiglia di vino va in frantumi e il panico si scatena nella Akerplatz alla vista di cinque mutanti che caracollano sul ponte verso la popolazione colta di sorpresa.
Il gruppo reagisce all’attacco, accorrendo in soccorso, mentre Schiller tenta di mettere ordine e di porre al riparo donne e bambini. Lo scontro è cruento, Wolfgang e Markus vengono feriti, ma i mutanti vengono sterminati… Tutti tranne il cecchino, di cui non si trova traccia.

Le brutte notizie non finiscono qui: una guardia accorre trafelata, rivelando che l’attacco alla piazza era un diversivo per favorire l’incursione alle porte occidentali della cittadina: le difese hanno resistito, ma si sono persi altri preziosi combattenti.

I personaggi fanno la conoscenza di Schiller, padre Dietrich, un prete sigmarita, e nonna Moescher, la guaritrice, nonché nutrice degli orfano di Untergard. Il villaggio fu fondato circa due generazioni prima, in seguito alle vessazioni e alla tassazione esagerata che il Graf Sternhaur imponeva ai cittadini di Grimminaghen: contro ogni previsione il piccolo centro è fiorito, e dopo la realizzazione del ponte sull’affluente del Delb, è diventato un punto strategico lungo le vie di comunicazione, motivo dell’attacco da parte delle forze del Caos.

Schiller chiede aiuto ai personaggi per organizzare le difese e la sopravvivenza della sua gente, soprattutto dopo le notizie riportate da Hans Baumer, boscaiolo e scout per l’occasione: oltre ad aver portato ad Untergard una decina di profughi, rivela di aver colto tracce di un ampio contingente di uomini bestia che sembra dirigersi verso il centro abitato.

Hanna e Felix accompagnano nonna Moescher a casa, per preparare orfani e bagagli ad una eventuale fuga. Risulta chiaro ai due che l’anziana donna ha un legame molto profondo con la natura: Anna incomincia ad interessarsi all’arte erborista, mentre Felix sogna di poter diventare un giorno un guaritore sotto la guida della dea Myrmidia.

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