Martelli Circospetti

VERSO HERMSDORF

Se doveste cercare il “posto dove succedono le cose” probabilmente vi basterebbe aspettare lungo una strada dell’Impero: nel luogo dell’attacco dei goblin, oltre ai tre fuggitivi, giungono da nord Hanna, una cacciatrice del nord, e Tiberius, viandante tileano e iniziato al culto di Myrmidia.
La scena dell’eccidio è disturbante, e non rimane più nulla di valore tra i carri rovesciati e i cadaveri su cui i corvi continuano a banchettare indisturbati. Il cadavere di una donna che porta un medaglione con un simbolo araldico (un furetto che tiene una spada) e una lettera in cui il Barone Von Radische prega che la figlioletta le sia riconsegnata, fanno luce sull’identita di Bianka. I cinque decidono di tornare a Gersdorf per cercare testimoni per il povero Handler e poi riportare a casa la figlia legittima di Von Radische.

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Nonostante i personaggi arrivino ormai a sera inoltrata, Heidi, la moglie di Handler, si prepara a partire per testimoniare, sfruttando il passaggio che un amico barcaiolo può fornirle fino alla locanda. I personaggi si offrono di accompagnarla, e all’alba sbarcano nei pressi del Galletto Impettito.

I personaggi scoprono che Heinz Handler, dopo essere fuggito da Felix, Markus e Wolfgang, è tornato alla taverna e che il capitano dei guardiavia Leonhard Kurtz dubita del fatto che il remissivo prigioniero sia a capo dei banditi.
Heidi testimonia, scagionando il marito dalle accuse, e Lars, il cacciatore di taglie che aveva catturato Handler, resta a bocca asciutta. Viene anzi ammonito dal capitano dei guardiavia, nel caso gli facesse perdere nuovamente tempo pagherà di tasca sua la taglia invece di incassarla. Lars, prima di far fagotto e andarsene, guarda con aperto odio il gruppo dei personaggi.

Albrecht, il barcaiolo che li ha portati fin lì, fa un buon prezzo fino ad Ossino, prossima tappa del viaggio verso Hermdorsf, dove, secondo le voci raccolte, Wilhelm Leibniz amministra i beni del Barone Von Radische.
Ossino non offre altro di interessante se non un piccolo tempio e la locanda dove passare la notte, nella stanza comune. Durante la notte Morritz, un mercante conosciuto la sera prima, tenta di rapire Bianka, aiutato da due suoi tirapiedi. Il gruppo protegge la bambina, uccide uno degli aggressori e denuncia Morritz: questi ammette di aver voluto rapire Bianka per la sua somiglianza con la figlia Helga, scomparsa anni addietro. Ritenuto colpevole i suoi beni (il barcone) vengono consegnati al gruppo, come risarcimento per il tentato rapimento.
Albrecht aiuta il gruppo a navigare fino alla locanda della Rana Saltellante, dove Markus vende il barcone, dando laute mance e offrendo da bere. Da lì ad Hermsdorf si prosegue a piedi, per circa mezza giornata di cammino.
Arrivati nella cittadina non hanno difficoltà a trovare Leibniz che, ringraziandoli per il salvataggio di Bianka, li ricompensa e li informa della recente scomparsa del Barone Von Radische. Bianka non era ancora stata ufficialmente riconosciuta come erede, e così i beni di Von Radische passeranno al Barone Von Zutzen.
Leibniz promette di cercare di portare avanti i diritti ereditari della bambina per quanto potrà, essendo stato destituito dalla carica di ciambellano, conquistandosi la fiducia del gruppo.
I personaggi, grazie alle corone ricavate dalla vendita del barcone, decidono di prendere ciascuno una camera con bagno al Tappo Imperiale, una delle migliori locande della cittadina.

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